Consigli per arredare casa e giardino

Consigli per arredare casa e giardino

Arredare la propria casa, non è solo una questione di stile, design, moda o semplicemente di mobili, ma qualcosa di più profondo, se viene
fatto con il cuore e la creatività, in nome della funzionalità e della bellezza. Per questo motivo, la collezione di Giardino Arredo Casa offre un’ampia gamma di mobili per la casa volti all’ottimizzazione degli spazi senza rinunciare al design e alla personalizzazione.

“Stare bene” nella propria casa dipende da alcuni accorgimenti preziosi e la chiave risiede nell’armonia degli elementi che si decide di inserire in quello che è il nostro piccolo o grande regno. Le sedie associate ad un bel tavolo da mettere in sala da pranzo, per esempio, hanno un ruolo importante e se ben coordinati tra loro, l’effetto sarà impeccabile. Basta prima scegliere la tipologia di tavolo, in acciaio per un’atmosfera moderna o in legno per un risultato più classico e caldo, e poi giocare con i colori: un tavolo in acciaio, con piano in vetro e gambe cromate, potrebbero essere abbinate a delle sedute originali in struttura anch’esse cromate, con schienale particolare, in multistrato laccato. Al contrario un tavolo in legno, magari di colore nero, si sposa con sedie di medesimo materiale, con alto schienale dello stesso colore, tappezzato di bianco, oppure per osare un po’, abbinare allo stesso tavolo, delle sedie in faggio verniciato di un bel colore viola shocking, per stupire gli ospiti! Questi ultimi inoltre non dovranno pranzare o cenare scomodamente se il tavolo è allungabile: la prova indiscutibile che la praticità non dev’essere mai trascurata.

Dopo cena, si può decidere di prendere il caffè sotto il chiaro di luna in giardino, se la stagione lo permette, e non c’è cosa più bella di poter stare comodamente seduti sul divano e sulle poltrone da esterno, posizionate sul prato, intorno al tavolino basso, quadrato o rettangolare, su cui sopra, oltre che le tazzine possono essere appoggiate candele profumate da atmosfera. Anche con i mobili da giardino si può esprimere la propria fantasia, scegliendo dei colori di contrasto appropriati all’ambiante: per esempio il marrone per la struttura e un colore naturale per i cuscini.

Se fuori c’è un bel sole caldo e si ha il desiderio di prendere la tintarella, è bene sapere che oltre alla classica sdraio o telo da appoggiare direttamente sul terreno, ci si può appisolare comodamente su un letto da giardino, tipicamente da piscina, imbottito con schienale regolabile! Di sicuro, stando così piacevolmente sdraiati, l’abbronzatura o la lettura di un romanzo dureranno per un bel po’ di ore e il momento di relax, sarà più gradevole possibile. Se invece si ha voglia di starsene in casa davanti alla TV, un divano, meglio se un divano letto, non può certo mancare: che sia esso in microfibra o in tessuto di cotone può essere del colore che si ama di più: blu, nero, rosa, fucsia ecc..

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Montascale per disabili

Se stai cercando un venditore di Montascale per disabili, dove potrai usufruire della detrazione fiscale del 36% e dell’IVA agevolata al 4% rivolgiti al sito www.ausili-per-disabili.it

montascale per disabili

Montascale per disabili Iva agevolata al 4%

Nella sezione dedicata ai montascale per disabili del nostro portale, avrete la possibilità di visualizzare tutte le tipologie di montascale presenti nel mercato.
Grazie ad una tecnologia all’avanguardia, con garanzia di 3 anni su ogni singolo prodotti, il montascale per disabili permette di comandare la sedia con un pratico telecomando installato nel bracciolo. Ma non solo. E’ presente un secondo telecomando per richiamarlo nel punto della partenza e un terzo telecomando nel punto di arrivo.
Sono facilissimi da utilizzare e con una presa comoda anche per chi ha problemi agli arti superiori.

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Competenza e professionalità al tuo servizio, per ricevere tutte le informazioni sia di carattere tecnico che di carattere burocratico.

Per maggiori informazioni http://www.ausili-per-disabili.it/montascale-disabili.php

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Divani chester in pelle, eleganza nel tuo salotto.

Da una antica tradizione di artigiani toscani, nasce la promozione di questo mese per le poltrone chester.

divano Chester

Divano Chester

Nella nuova sezione dedicata a divani modello Chester, avrete la possibilità di visionare i modelli e i colori a disposizione, di un prodotto artigianale, che si contraddistingue per eleganza, classe e altissima qualità, certificata da anni di esperienza nel settore di produzione di divani e poltrone artigianali.

Solo per questo mese è prevista una promozione speciale come  tributo ad un divano ed una poltrona che hanno da sempre contraddistinto, l’emblema della eleganza dei migliori salotti italiani.

Esperienza e professionalità di artigiani toscani, uniti ad un design inconfondibile, fanno da cornice alla promozione attiva esclusivamente per questo mese per divani chester a 2 o 3 posti e alle poltrone chester in pelle di altissima qualità.

Fai in modo che il tuo arredamento sia perfetto in ogni dettagli. Scegli un Divano modello Chester.
Per maggiori informazioni:  http://www.poltrona-relax.it/divani-chester.html

Telefono: 346 66.04.285

 

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La gioia del calore: le cucine in arte povera

Oggi perché non scegliere una cucina in arte povera per ritagliarci un posto fuori dalla frenesia attuale, via dall’edonismo imperante su giornali e media?
Il richiamo non è casuale: l’arte povera nasce dalla creatività di artisti “contro” la tecnologia e la disumanizzazione industriale attraverso l’utilizzo di materiali di scarto o estremamente naturali : ecco che allora anche legno, pietra, carta, vetro sono rientrati nel design contemporaneo e quindi nella ideazione di cucine.
Nella fattispecie, il legno massello di ciliegio, di faggio, oppure di noce è la “star” in questo stile: lavorato in modo da essere anticato oppure sono realmente mobili antichi, le venature del legno lasciate a vista ci toccano il cuore!
Innamorata delle atmosfere che vengono dal passato, senza rinunciare alle possibilità tecnologiche offerte dall’oggi, una cucina in arte povera può realmente farvi rivivere atmosfere dimenticate che credevate perdute nello spazio e nel tempo, senza rinunciare al comfort di oggi. Il forno può infatti essere inserito sotto l’angolo cottura o più in alto nella colonna a parete o ad angolo, mentre il frigorifero iper-high-tech assumerà un aspetto retrò.
L’arte povera in cucina vede una disposizione di elementi d’arredo funzionale ed equilibrata, una variante più minimal ed essenziale dello stile classico.
I colori? Toni caldi e tanta ottima texture artigianale in cucina che diventa espressione di un ambiente rustico e luogo intimo per la famiglia.
Possibili mille soluzioni come quelle di una cucina in arte povera con la penisola o ad isola! Con Piani di lavoro stupendi in marmo o pietra che fanno da lunghi punti d’appoggio, lo stile in arte povera si dispiegherà nella scelta del legno massello vede la scelte di ceramica, di terracotta o di pietre anche in funzione decorativa perle ante e le basi.

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Solare termico: a che cosa serve?

L’impianto permette di produrre energia termica pulita sfruttando la radiazione solare. E’ così possibile disporre dl acqua calda per tutti gli usi domestici. Se il sistema ha dimensioni adeguate, può anche alimentare o integrare l’impianto di riscaldamento.

Quando è adatto?
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, i pannelli solari termici hanno la massima resa in climi freddi e con inverni lunghi, per esempio in montagna. Basta che ci sia un’insolazione adeguata.

Sono consigliabili quando si spendono cifre molto alte per riscaldare la casa. Se il tetto richiede un intervento importante, è l’occasione giusta per installare i collettori solari. La casa deve avere un ottimo isolamento e un impianto di riscaldamento che funziona con acqua calda a basse temperature.

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MENU MARINARO (dosi per quattro persone)

Riso in brodetto

Ingredienti: quattro cucchiaiate di riso, un chilo di pesce misto di seconda qualità, una carota, un gambo di sedano, mezza cipolla, un mazzetto di prezzemolo, una foglia di lauro, una cucchiaiata di prezzemolo tritato, sale, pepe in grani.

II tempo necessario: circa due ore

Pulire il pesce, lavarlo e metterlo in una casseruola con un litro e mezzo di acqua salata. Unire tutte le verdure (escluso il prezzemolo tritato) mondate e lavate e qualche grano di pepe, portare all’ebollizione e far cuocere per circa un’ora. Passare il brodo da un colino, metterlo in una casseruola, riportarlo all’ebollizione, unire il riso e farlo cuocere per circa un quarto d’ora. Aggiungere infine il prezzemolo tritato, mescolare e servire. Accompagnare con Albana di Romagna o Torricella o Ischia Bianco o Nuragus.

Calamaretti ripieni

Ingredienti:
un chilo circa di calamaretti, mezz’etto di salame , quattro cucchiaiate di pangrattato, una cucchiaiata di prezzemolo tritato, un uovo, due filetti di acciuga, una cucchiaiata di salsa di pomodoro, un limone, un bicchiere di vino bianco, cinque cucchiaiate d’olio, sale, pepe.

Il tempo necessario: circa un’ora e mezzo

Pulire i calamaretti, levare oro l’osso, gli occhi e la bocca, lavarli bene e tagliare i tentacoli. Tritare questi ultimi e unirvi il pangrattato, i filetti d’acciuga schiacciati, l’uovo battuto, il prezzemolo, la salsa di pomodoro, il salame tritato e una cucchiaiata d’olio. Salare, pepare e mescolare molto bene per formare un composto omogeneo con il composto calamari, cucirne l’apertura e metterli in una teglia con il rimanente olio. Farli soffriggere per una decina di minuti a fiamma moderata, versare il vino, coperchiare e farli stufare ancora per dieci minuti a fiamma bassa. Accomodarli su un piatto, togliere il filo che chiude l’apertura, versare sopra il sughetto formatosi nella teglia e servirli dopo averli spruzzati con il succo del limone. Accompagnare con Albana di Romagna o Torricella o Ischia Bianco o Nuraus

Pesche alla crema di menta

Ingredienti:
due grosse pesche, un etto di zucchero, quaranta grammi di farina, quattro tuorli, mezzo litro di latte, quattro cucchiaiate di sciroppo di menta,un pizzico di vaniglina.

II tempo necessario: circa un’ora

Immergere per pochi istanti le pesche in acqua in ebollizione e sbucciarle. Tagliarle a metà, eliminare il nocciolo e accomodare le mezze pesche in quattro coppette. Portare il latte all’ebollizione, toglierlo dal fuoco e unirvi la vaniglina. Montare i tuorli con lo zucchero in una casseruola, incorporarvi la farina, versarvi, poco alla volta e continuando a sbattere, il latte caldo e mettere su fuoco moderato. Far bollire la crema per qualche minuto, continuando a mescolare, versarla in una terrina, unirvi lo sciroppo di menta e lasciarla raffreddare. Quando la crema è quasi fredda versarla sulle pesche e mettere le coppette in frigorifero fino al momento di servire.

Zucchine alla veneta

Ingredienti:
otto zucchine non troppo grosse, due uova, quattro cucchiaiate di parmigiano grattugiato, un pizzico di foglie di menta o di basilico, una cucchiaiata scarsa di burro, poco latte, sale.

II tempo necessario: circa tre quarti d’ora

Lavare le zucchine e farle lessare in una casseruola d’acqua leggermente salata in ebollizione per una decina di minuti. Sgocciolarle, spuntarle, tagliarle ad asticciole e accomodarle in una teglia con il burro. Salare, coperchiare il recipiente e far cuocere per pochi minuti a fiamma bassa.
Battere le uova con mezzo bicchiere circa di atte, unire la menta (o il basilico), il parmigiano, salare, mescolare bene e versare il tutto sulle zucchine. Lasciare sul fuoco ancora per pochi minuti prima di servire.

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Forni: tutto di più

Con quel tocco in più
Spesso è la ricetta stessa a indicare la funzione e la temperatura del forno: statica per carne e pesce, ventilata per i dolci, grill per gratinare. La scelta del recipiente più adatto e alcuni trucchi di cottura aiutano poi a perfezionare i risultati.

Come risparmiare
I forni elettrici sono elettrodomestici con consumi piuttosto elevati, ma l’assorbimento di energia varia molto a seconda delle temperature e delle funzioni impostate. Per ottenere ulteriori risparmi bisogna aprire il meno possibile lo sportello durante il funzionamento. Quando il forno è molto caldo, si può spegnere qualche minuto prima del termine della cottura, senza aprire la porta: in questo modo si può completare la cottura dei cibi sfruttando il calore residuo.

Anche i forni hanno la classe
Da giugno 2003, anche per questi apparecchi, come per lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi, è obbligatoria per legge l’indicazione dei consumi, riportati sull’etichetta energetica che li accompagna. In base al livello di consumo, i forni sono identificati da una classe di efficienza energetica. Quelli in classe A, per un utilizzo standard consumano in un’ora meno di 0,80 kW. Gli apparecchi in classe B hanno un consumo tra 0,80 e 1 kW. I forni in classe C assorbono tra i e 1,20 kW.

Pannello comandi in più versioni
Con due manopole
È l’impostazione più tradizionale: uno dei due comandi seleziona la funzione di cottura, l’altro la temperatura. In alcuni modelli è presente soltanto il contaminuti, mentre altri sono dotati di orologio analogico o digitate.
A sfioramento
I comandi digitali, chiamati da alcune aziende anche Touch Control, permettono di accendere l’apparecchio e di attivare le diverse funzioni semplicemente sfiorando i punti sul pannello comandi dove sono riprodotti i simboli corrispondenti.

Tutto sul display
In alcuni modelli le funzioni sono regolate da manopole tradizionali, ma sul pannello comandi può esserci anche un display digitale, con simbologia più o meno semplificata, che riporta informazioni relative all’avanzamento della cottura.

Pulizia facile
L’interno del forno deve essere pulito dopo ogni utilizzo, per evitare il persistere degli odori quando viene riacceso. Molti modelli di ultima generazione sono dotati di sistemi di autopulizia integrati, che possono essere di due tipi. In alcuni torni la funzione di autopulizia è resa possibile grazie a pannelli autopulenti catalitici: lo smalto a struttura microporosa che li ricopre decompone i grassi di cottura grazie a un processo catalitico di ossidazione che trasforma i residui in prodotti gassosi. I pannelli si possono smontare e lavare sotto l’acqua corrente, ma vanno periodicamente sostituiti con ricambi acquistati da un rivenditore specializzato. Dopo un utilizzo prolungato perdono infatti la loro efficacia. Il sistema di autopulizia pirolitica funziona invece sfruttando l’innalzamento della temperatura fino a 500 °C con programmi che possono avere una durata più o meno lunga a seconda del livello di sporco. A questa temperatura i grassi si polverizzano, trasformandosi in cenere che può essere facilmente rimossa con un panno umido.

Gli accessori all’interno
Oltre a griglie e leccarda, molti forni hanno in dotazione anche il girarrosto elettrico, per cucinare allo spiedo, e la termosonda. Questo strumento è in grado di rilevare il livello di cottura dell’alimento all’interno del quale viene inserito, regolando di conseguenza la temperatura dell’apparecchio.

Dal freddo al caldo
Oltre che con il microonde, è possibile scongelare rapidamente gli alimenti anche con il forno tradizionale. Molti modelli hanno un’apposita funzione di scongelamento che prevede l’azione della sola ventola posteriore, che fa circolare l’aria a temperatura ambiente. Alcuni contenitori in alluminio, resistenti al caldo e al freddo, possono passare direttamente dai freezer al forno. Una volta scongelati e riscaldati in forno, gli alimenti vanno consumati entro un giorno.

Funzione pizza
È un programma di cottura che consente di preparare la pizza in pochissimi minuti, grazie a una pietra refrattaria, simile a quella dei torni a legna, che raggiunge una temperatura si oltre 300° C e distribuisce il calore in modo uniforme.

Funzione vacanze
Predispone l’interruzione del funzionamento del forno dopo 12 ore di inattività

Leccarda
Vaschetta che serve per raccogliere il sugo di cottura che cola quando si griglia. Solitamente è realizzata in metallo smaltato o in rame.

Muffola
Parte interna cava del torno, dove si cuociono le pietanze. Viene anche chiamata semplicemente cavità del forno.

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Cotture sotto controllo

Per leggere la scheda del prodotto
Funzioni: i forni multifunzione hanno in genere tra i 7 e 15 programmi di cottura,
Volume: rappresenta la capacità del vano ed è indicata in litri. In base al volume, i forni vengono classificati in piccoli (fino a 35 litri), medi (fino a 651) e grandi (oltre i 651).
Classe di efficienza energetica: indicata da una lettera dell’alfabeto, identifica i consumi dell’apparecchio.
Estetica: la più diffusa è quella inox. modelli con finiture denominate Antitouch o Easy to clean hanno subito un trattamento che riduce la formazione di aloni e facilita la pulizia.
Costo: alcune aziende non forniscono il prezzo del forno a incasso, calcolato dal rivenditore insieme
a quello dei mobili della cucina.

Elettrici, ma più evoluti
I forni a incasso multifunzione rappresentano un’evoluzione di quelli a semplice funzionamento elettrico, detti anche a convezione naturale o statici. Oltre alle resistenze inferiore e superiore e al grill, che possono essere azionati insieme o separatamente, questi modelli sono dotati anche di una ventola che permette di diversificare i programmi di cottura a seconda del tipo di alimento da cuocere. La ventola, che è posta sulla parete di fondo della cavità, fa circolare l’aria riscaldata dalle resistenze, favorendo una cottura uniforme e rapida sui diversi ripiani. Facendo funzionare soltanto le resistenze elettriche, si può sempre ottenere una cottura tradizionale.

Con più opzioni
Un’ulteriore evoluzione dei multifunzione sono i modelli termoventilati, dotati anche di una resistenza circolare nella parte posteriore del forno, che consente di cuocere contemporaneamente le pietanze su livelli diversi, senza che odori e sapori si mescolino. Alcuni apparecchi multifunzione dispongono anche della cottura a vapore e a microonde.

Con molta autonomia
Alcuni forni multifunzione di ultima generazione utilizzano l’elettronica per automatizzare le funzioni di cottura e per programmare l’accensione e lo spegnimento. E’ sempre comunque possibile utilizzare l’apparecchio in modo tradizionale,  cioè attraverso regolazioni manuali.

La cottura è programmata
L’elettronica applicata ai forni multifunzione permette di ottimizzare le prestazioni dell’apparecchio e di conseguenza di ridurre i consumi, con un risparmio di energia che in alcuni casi Grazie al programmatore di inizio e fine cottura, accensione e spegnimento si possono impostare in anticipo, anche a distanza di ore. Tutte le fasi di cottura sono controllabili in ogni momento posto sul frontalino. Un’ulteriore possibilità offerta dall’elettronica è quella del telecontrollo: alcuni forni sono predisposti per essere azionati e regolati a distanza attraverso Internet o la linea telefonica

Una varietà di opzioni a seconda di menu e gusti personali.
I forni con tecnologia elettronica hanno speciali sensori che permettono di selezionare in automatico il programma più adatto, la temperatura, la potenza e i tempi di cottura in base all’alimento e al peso. In alcuni modelli, le ricette più comuni sono preimpostate. I forni elettronici dispongono di altre opzioni di cottura per specifici piatti: per preparare la pizza e il pane, scongelare o riscaldare. Il programma per la pizza, per esempio, crea all’interno della cavità una concentrazione di calore simile a un forno a legna.

Salgono e scendono
Alcuni modelli di forni hanno, al posto dello sportello, il fondo che si alza e si abbassa grazie a un meccanismo elettrico attivato premendo un tasto. L’installazione è a parete, all’altezza dei pensili. Oltre ad avere un design innovativo, permettono di guadagnare spazio in una base per inserire, per esempio, un altro elettrodomestico.

Freddi fuori
Anche quando la cavità del forno raggiunge temperature elevate, lo sportello e le maniglie non superano i 40 °C. Ciò è possibile grazie alla ventilazione tangenziale di raffreddamento, un dispositivo che facilita la fuoriuscita di aria calda e l’afflusso di aria fredda all’interno, attraverso apposite griglie frontali. Il sistema protegge casi dal calore del forno anche i mobili della cucina vicini all’apparecchio. Anche lo sportello si mantiene tiepido durante il funzionamento grazie alla struttura del vetro composto da due, tre o addirittura quattro strati in cristallo termoresistente.

Sicuri e bene isolati
Per favorire la circolazione d’aria ed evitare surriscaldamenti, i forni vengono incassati prevedendo alcuni centimetri di distanza dalla parete di fondo. Speciali lane, realizzate con colanti ecologici che non rilasciano nell’ambiente sostanze nocive, vengono impegnate per isolare le pareti dell’apparecchio. In questo modo non vengono danneggiati i mobili che circondano il forno e si evita il ristagno di umidità. Un buon sistema di isolamento protegge anche i meccanismi interni del forno e limita la dispersione di calore consentendo un risparmio dl energia che arriva anche al 60%.

Dispositivi integrati per migliorare l’efficienza
Tutti i forni hanno un meccanismo di sicurezza che blocca il pannello comandi, impedendo che qualcuno metta inavvertitamente in funzione l’apparecchio, e anche l’apertura della porta: una protezione utile soprattutto se in casa ci sono dei bambini. Il dispositivo di spegnimento automatico entra in funzione quando si verifica un guasto al termostato principale, impedendo che i mobili della cucina si surriscaldino e che venga consumata inutilmente energia elettrica. Griglie e piastre sono dotate di un sistema di arresto che permette di estrarle senza rischiare che cadano.

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Vasche da bagno: basta un angolo

Tra le nuove vasche idromassaggio alcune versioni permettono di sfruttare nel modo migliore le zone angolari. All’interno hanno forme ampie e comode, con funzioni che garantiscono il massimo relax.

Come si installano
Ci si deve rivolgere a personale qualificato per l’installazione di una vasca idromassaggio. Poiché il funzionamento di questi modelli è elettrico, l’installatore deve provvedere ai collegamento della vasca sia all’impianto idrico sia a quello elettrico. E’ necessario poi che esegua il collaudo e che rilasci un certificato di conformità relativo al collegamento elettrico, come previsto dalla legge 46/90 sulla sicurezza degli impianti. A eccezione delle vasche incassate nelle pedane, per e altre versioni non sono necessarie opere murarie. Questi modelli, infatti, sono sostenuti da telai, forniti insieme alla vasca, ai quali si applica direttamente il rivestimento.  Poiché deve essere sempre possibile ispezionare l’impianto, il rivestimento esterno delle vasche è costituito da pannelli removibili. Nella maggior parte dei casi questi sono in metacrilato, in genere di colore bianco; per alcuni modelli rettangolari viene proposta una finitura differente, perlopiù il legno. La personalizzazione dell’estetica si può avere invece nelle versioni a incasso. La struttura all’interno della quale la vasca è installata si può realizzare con pannelli di legno o cartongesso e anche rivestire con piastrelle o mosaico.

Relax totale
Anche le vasche angolari sono sagomate all’interno per favorire una posizione comoda. Quasi tutti i modelli, inoltre, sono accessoriati con morbidi poggiatesta. Per garantire maggiore comfort, in alcuni casi le diverse funzioni sono azionabili anche tramite telecomando, per esempio per variare l’intensità del massaggio durante il bagno. Talvolta è possibile aggiungere particolari optional, come i dispenser per gli oli aromatici.

Gli elementi del benessere
Esistono due sistemi di idromassaggio, quello ad acqua e quello ad aria; in alcuni modelli sono entrambi presenti nella stessa vasca. In quest’ultimo caso i circuiti sono due, e possono funzionare separatamente o in modo combinato. A seconda dei produttori, le denominazioni di entrambi i sistemi possono variare. Inoltre, alcune aziende realizzano modelli che prevedono ulteriori funzioni, quali per esempio l’aromaterapia e la cromoterapia.

Whirlpool
Con questo termine si indica il sistema di massaggio ad acqua. Viene eseguito tramite bocchette, disposte lungo i bordi della vasca, che erogano acqua miscelata ad aria. Grazie a una pompa che compone il meccanismo dell’idromassaggio, l’acqua contenuta nella vasca viene aspirata all’interno del circuito e poi reimmessa attraverso i diffusori. Si tratta di un massaggio energico.

Airpool
Il massaggio in questo caso viene eseguito con getti di aria che provengono dagli appositi fori, detti ugelli, sistemati all’interno delta vasca, in genere sul fondo. In alcuni casi, l’aria può essere miscelata a ozono. Questo tipo di massaggio è dolce e rilassante.

Come utilizzare l’idromassaggio
Le uniche accortezze riguardano la temperatura e la pressione dell’acqua. Un valore compreso tra 33 e 37 °C è in genere quello suggerito, tenendo conto che un bagno nell’acqua a 33 °C è energizzante, mentre l’immersione in una vasca a 37° C è rilassante. Per quanto riguarda il flusso dell’acqua, è sempre consigliata una pressione moderata. Meglio evitare l’utilizzo di bagnoschiuma e sali minerali perché, entrando net circuito, potrebbero danneggiarlo. Per trarre il massimo beneficio dal bagno in una vasca idromassaggio, questo dovrebbe avere una durata di 20-30 minuti al massimo. Al termine, sarebbe meglio distendersi per una decina di minuti, ancora avvolti nella spugna, in modo da ripristinare i valori della pressione.

La manutenzione consigliata
Detergenti neutri e acqua sono sufficienti per la pulizia della vasca. Bisogna, invece, evitare alcol, prodotti aggressivi e spugne abrasive che possono danneggiare la superficie. Su alcune vasche è previsto un Impianto di disinfezione per la pulizia del circuito interno. Come per ogni funzione prevista, anche per l’attivazione di questo sistema bisogna leggere bene le istruzioni fornite del produttore.

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La cucina: un ambiente familiare

Una cucina ampia e abitabile è decisamente la più indicata per una composizione di stile country, che ha bisogno di spazio per valorizzare i suoi tratti caratteristici. Che non riguardano solo i mobili, dove è decisamente protagonista il legno, ma che coinvolgono anche finiture e rivestimenti, con prevalenza di materiali naturali, dalla pietra al cotto, alla ceramica. Non possono poi mancare stoviglie decorate, pentole e padelle di rame, appese a barre portaoggetti o in bella mostra nelle piattaie.
Anche complementi, tende e luci devono contribuire a creare l’atmosfera calda e intima, tipica delle vecchie cucine di campagna. E proprio in omaggio alla tradizione contadina, abbiamo pensato che questo è il periodo adatto per preparare conserve e passate, da riporre in dispensa per i prossimi mesi. Ve ne suggeriamo cinque, accompagnate da qualche consiglio per ottenere buoni risultati, perché saper scegliere i prodotti migliori e prepararli nel modo giusto è garanzia di perfetta conservazione e massima durata.

Modularità garantita
Dietro un aspetto d’altri tempi, le nuove cucine country offrono la stessa funzionalità e organizzazione interna dei modelli moderni. Con i moduli standard, che partono anche da soli 25 cm, ed eventuali raccordi di pochi centimetri, è possibile ottenere composizioni che, di fatto, sono realizzate su misura.

Piano di lavoro in più versioni
Il materiale più tradizionale per il top e le alzate della cucina sono le piastrelle. Possono avere superficie smaltata, che assicura maggiore impermeabilità, oppure opaca. Le più resistenti sono in grès porcellanato. Classico è anche il rivestimento in pietra naturale che però non è sempre inattaccabile dagli acidi.

Le nuove pietre
In alternativa a quelli tradizionali, esistono anche materiali compositi molto simili nell’aspetto a marmo e granito. A differenza dì questi ultimi, offrono maggiori garanzie di resistenza, in particolare agli acidi.

Materiali di qualità
Per le ante dei mobili si usa soprattutto il legno massello; listellare o multistrato impiallacciati vengono invece impiegati nelle basi e nei pensili. I pannelli di chiusura sono spesso intelaiati oppure realizzati con cornici in rilievo o fresati per ottenere profili decorati e modanature. Le finiture caratteristiche sono quella naturale, patinata o decapata.

Maniglie in primo piano
Nei modelli country, pomoli e maniglie non sono solo funzionali ma diventano elementi decorativi, contrariamente alla tendenza dei modelli hi-tech che propongono aperture con sistemi a gola, dove la presa è assicurata da un semplice incavo nell’anta. I pomoli possono essere realizzati in metallo ma anche in vetro o in ceramica decorata. Oltre al metallo, anche brunito o dorato, per le maniglie la scelta talvolta è il legno, nella versione naturale o con una finitura anticata. Spesso sono lavorate e forgiate in modo da imprimere un decoro artistico, che può essere ripreso sui vetri dei pensili o sul legno delle ante.

Quando sono in muratura
Vengono costruite con mattoni in laterizio, ma sempre più spesso la struttura può essere prefabbricata. In questo modo, le soluzioni che si ottengono sono modulari e componibili come per tutte le cucine di produzione.

Le cappe classiche
Le più diffuse sono quelle a camino, che richiamano lo stile dei vecchi focolari, anche se non ne possono rispettare le dimensioni ampie, inadatte in una cucina di oggi. Le cappe tradizionali sono rivestite con un intonaco a calce, che viene poi tinteggiato come le pareti. I modelli attualmente presenti in commercio sono spesso realizzati in metallo o in materiali sintetici, che sono verniciati successivamente. Se la cucina è in muratura, la cappa viene quasi sempre uniformata all’estetica della composizione.

Elementi caratteristici
Le linee sono abbastanza semplici, in alcuni casi possono essere leggermente bombate. Spesso una lunga mensola in legno definisce, nella parte superiore, l’intera composizione: può essere orizzontale o arcuata.

Per cucinare a legna
Questi forni permettono un tipo di cottura tradizionale che lascia inalterate le proprietà nutrizionali degli alimenti. Nei modelli da incasso la struttura è fornita grezza: il rivestimento, per esempio, può essere realizzato in ceramica, con mattoni a vista o più semplicemente intonacato.

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